Preghiera per la Chiesa. Meditazione di don Angelo Romano sul Vangelo di Luca (Lc 11, 5-13)
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Si
est benedicté au nom du Padre, du Figur et de
l
'Esprit Saint.
C
'est le seconde Luc,
au
capo undicesimo.
En
quel temps, Gesù disait aux discepoli,
«Se
un de vous a un ami et à mezzanotte, va de lui à dire, «Amico, prestame i tre pâne,
parce
que est venu de moi un ami de un voyage, et non a rien à offrir.
Et
si é qu'un interne lui répond, non m'importunare, la porta è già chiusa,
io
e i miei bambini stiamo a letto,
non
posso alzarmi per darti i pani.
Vi
dico che,
anche
se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza,
si
alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene,
io vi dico, chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi,
se
il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
O
se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se
voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono.
È
il Vangelo del Signore.
Cari
fratelli e cari sorelle,
come
ogni sera, ci troviamo insieme nella preghiera.
E
stasera siamo lieti di accogliere tra noi il Cardinal Anthony Pola, Presidente della Conferenza Episcopale dell'India. Grazie, Eminenza, di essere con noi questa sera.
E
questa sera il Vangelo
ci
parla,
e
ci parla di come vivere la nostra preghiera. Gesù
ce
lo spiega con parole semplici e chiare.
E
Gesù ci parla della necessità di pregare con insistenza. Attraverso questa parabola dell'amico invadente,
l
'amico inopportuno,
che
a notte fonda,
va
a chiedere a un altro amico del pane
per
sfamare una persona appena arrivata in casa sua,
per
la quale non aveva nulla da mangiare.
Con
questa richiesta arrivata tardi,
nel
momento in cui tutta la famiglia dormiva,
l
'amico resiste.
Deve
alzarsi dal letto,
svegliare
i bambini e dargli il pane. Non vuole farlo.
Dice
Gesù,
anche
se non si alzerà a darglieli perché è suo amico,
almeno
per la sua invadenza, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Troviamo
lo stesso messaggio in un altro passo del Vangelo.
Quando
Gesù racconta la parabola della vedova,
che
andava da un giudice inico, corrotto,
che
non voleva darle retta, darle ascolto,
ma quella
vedova lo infastidiva tanto
con
la sua insistenza
che,
alla fine,
pur
di allontanarla,
pur
di non avere ancora occasione di vederla, le fece giustizia, soddisfacendo le sue richieste.
L
'insistenza. L'insistenza nasce da un cuore che confida nella possibilità di raggiungere quanto si chiede.
Quando
si prega, quindi, è necessaria la fiducia che il Signore ci possa ascoltare
e
fiducia sul fatto che
se
l'insistenza funziona tra gli uomini, tanto più sarà efficace con il Padre nostro, che è nei cieli.
Gesù
ce lo dice. Chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Ma
quante volte
dobbiamo
riconoscere
che
non bussiamo,
non
bussiamo, convinti che nessuno tanto ci aprirà.
E
quante volte non cerchiamo, rassegnati, convinti che sia impossibile trovare
quello
di cui abbiamo bisogno.
In
realtà, molte volte rinunciamo
prima
di chiedere, di bussare o di cercare.
Ma
Gesù ci dice quale padre tra voi se il figlio gli chiede un pesce gli darà una serpe al posto del pesce o se gli chiede un uomo gli darà uno scorpione.
Se
voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono.
È
importante
il
tipo di risposta promessa da Gesù.
non
ci dice che sarà risolto qualsiasi problema,
che
avremo sempre da Dio quanto crediamo noi necessario in quel momento.
Gesù
promette
che
il Padre vostro dal cielo darà lo Spirito Santo
a
quelli che glielo chiedono.
È
ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
Quello
che cambia radicalmente la nostra esistenza
è
la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita
che
tutto, tutto trasforma e salva.
Il
Signore quindi risponde alla nostra preghiera attraverso la sua stessa presenza, il suo Santo Spirito
e
questo quello che prometteva ai suoi discepoli appena risorto. Giovanni battezzò con acqua,
voi
invece tra non molti giorni sarete battezzati Spirito Santo.
È
il dono che cambia la vita dei discepoli,
che
li rende capaci di comunicare il suo Vangelo,
di
vincere il male con il bene, di perdonare, di essere testimoni del suo amore.
Cari
fratelli e cari sorelle,
la
nostra preghiera
è
quella di figli che chiedono il pane
ed
è piena di fiducia nel Signore perché sappiamo
che
ci rivela il volto misericordioso del Padre.
A
Lui chiediamo, nonostante la nostra miseria e il nostro peccato,
il
suo Spirito Santo
perché
vinca ogni nostra rassegnazione per farci divenire testimoni e comunicatori del Vangelo in questo tempo.
Padre
nostro che
sei nei cieli
sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti
a noi i
nostri debiti come
anche noi li mettiamo ai
nostri debitori e
non abbandonarci alla tentazione
ma
liberaci
dal mare.
Signore Padre Onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, benedici questi tuoi servi, proteggici e sostienici, rendici felici con la tua presenza, custodiscici e rendici saldi innanzi a te, insegnaci ad osservare la tua parola,
a
camminare nella tua via, a riconoscerti quando ti incontriamo povero, debole e prigioniero. Donaci la pace fiduciosa e serena per opera del tuo spirito, ora e sempre e nei secoli del senso.
Il
Signore sia con voi e con il tuo spirito. Sia benedetto il nome del Signore
ora
e sempre
il nostro aiuto è nel nome del Signore
e gli ha fatto cielo
eterna. Vi benedica Dio Onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.