Aller au contenu
Pourquijevote
Tous les transcripts
speechyoutube.com· 19 avril 2026 12 min

« Nous nous préparons à dire : ciao Macron » ! - Discours de Jordan Bardella à Milan

Transcription Whisper (large-v3), avec identification des locuteurs. À recouper avec la source d'origine.

0:00
Jordan Bardella

Cari amici, caro Matteo, cari patrioti d'Italia et de toute l'Europa, c'est un plaisir et un grand honneur d'être ici avec vous, à Milano, en Piazza Duomo. Nous sommes devant cette Catedrale Maestrosa, qui s'enlève vers le ciel depuis plusieurs siècles. C'est la provenance vivante de la fé cristiana et de la grandezza du peuple italien qui, en Lombardia, une des régions plus potentes d'Europa, que batte le cœur de l'Italia qui travaille, de l'Italia qui produce, de l'Italia qui innovera, de l'Italia qui esporta au monde.

De diverses générations, milliers d'industriales, artigians, commerciants, lavorateurs, font la prosperité de cette région et, à travers ça, la force de toute la nation italienne. C'est l'Italia qui travaille et qui n'a pas jamais la tête, a trouvé pour la défense un homme fier et patriota qui n'a pas jamais traduit. C'est l'un homme liberé, courageux, est notre ami Matteo Salvini. Il Matteo est un homme qui a pris des décisions quand les autres faisaient des discourses. Quand il ministre de l'Internet, a protetté les frontières de l'Italia, a chiusé les portes aux navies de l'ONG, a fermé avec courage les marches de migrantes clandestines pour cela.

C'est l'un homme qui a été attacqué sans sosta à l'extrême droite, à l'un homme qui a pris des tribunaux et accusé d'avoir fait le seu dover. Aujourd'hui la justice italienne l'a complètement assolto et voudrais dire que la sua battaglia n'est pas seulement la sua, la nostra, la vostra et la de tous les peuples européens qui n'ont pas d'accès à l'immigration de masse. Amici italiani, je suis venu à portar vous un message de la France. Tra la Francia e l'Italia c'è più di una frontiera, c'è una storia comune, c'è una cultura che condividiamo, ci sono due popoli che si amano. Siamo due grandi nazioni europee, due popoli fieri, due popoli radicati senza i quali l'Europa non sarebbe l'Europa.

Più di due millenni fa, Roma ha dato all'Europa le sue leggi, il suo ordine, la sua idea stessa di civiltà. Ha ispirato ciò che siamo ancora oggi. Diversi secoli dopo, quando l'Europa dubitava, quando il mondo usciva dall'oscurità, è stata ancora l'Italia a mostrare la strada. Il Rinascimento è nato qui, è attraversato le Alpi, ha nutrito la Francia, ha ispirato i nostri re, i nostri artisti, i nostri costruttori. Così, ha contribuito a fare del mio Paese ciò che è diventato. Allora, so che qui, in Italia, guardate la Francia con attenzione, con amicizia e a volte anche con preoccupazione. Cari amici, so che il destino della Francia non vi è indifferente.

Allora, qui a Milano, sono veduto a rasserenarvi la nostra vittoria alla prossima elezione presidenziale e vicina. E ci stiamo preparando a dire addio, Macron, con Marine Le Pen. Conducciamo una battaglia esistenziale per fare di nuovo della Francia una grande potenza e per permettere al nostro popolo di ritrovare l'orgoglio di essere francese. Voglio dirvelo qui. Una vittoria del Rassemblement Nazionale in Francia non sarà soltanto una vittoria francese. Sarà una vittoria per tutte le nazioni d'Europa.

Al Parlamento europeo, dove ho l'onore di essere il presidente del nostro gruppo, portiamo una visione chiara, quella di un'Europa delle nazioni, un'Europa che rispetta i popoli, un'Europa che protegge. Due anni fa, alle elezioni europee, una potenta ondata si è alzata sul continente, un'ondata patriotica e popolare che ci ha permesso di diventare la prima forza di opposizione a Ursula von der Leyen e alla Commissione di Bruxelles. Ogni giorno dimostriamo che un'altra Europa è possibile. Oggi, grazie a voi, grazie al lavoro che portiamo avanti insieme, il rapporto di forza a Bruxelles sta cambiando.

Penso in particolare all'industria automobilistica, che qui nel nord Italia è minacciata di decisioni burocratiche. Con le norme assurde, la von der Leyen voleva imporre brutalmente il divieto di vendere auto nuove a motore termico, senza tener conto della realtà industriale, senza tener conto dei vostri posti di lavoro e delle vostre fabbriche. Ci siamo opposti, con fermezza, abbiamo combattuto e, alle fine, grazie a noi, grazie alla Lega, grazie al Rassemblement Nazionale, hanno dovuto arretrare. Amici, amici miei, questa vittoria deve servirci da lezione. Nulle è scritto in anticipo, nulle è inevitabile. Quando i popoli si alzano, allora riprendono il potere.

Ciò che abbiamo ottenuto sull'industria automobilistica, dobbiamo farlo ovunque. Sull'agricoltura, per difendere chi ci nutre contro una concorrenza sleale. Sull'energia, per garantire prezzi accessibili alle nostre imprese e alle nostre famiglie. Sull'immigrazione, per riprendere finalmente il controllo delle nostre frontiere. Per concludere, cari amici, permettetemi di lasciarvi con un'immagine e una storia che tutti qui possono comprendere. Sicoli fa, quando questa cattedrale è stata costruita, qui in Piazza Duomo, nessuno ha visto l'opera compiuta. Sono intere generazioni di italiani che hanno posato pietra su pietra, artigiani, operai, costruttori.

Alcuni hanno iniziato, altri hanno continuato, altri ancora hanno terminato. Non lavoravano solo per loro stessi, lavoravano per i loro figli, per il loro popolo e per l'eternità. Oggi, dopo diversi secoli, siamo qui, davanti alla loro opera. Questo significa una cosa semplice. Quando un popolo sa ciò che è, quando ha fede nella terra e nella patria, quando non rinuncia a traversare il tempo, allora sì, la nostra battaglia è esigente, richiede coraggio, ma facciamo esattamente la stessa cosa che loro. Costruiamo. Costruiamo per il futuro dei nostri paesi. Costruiamo per il futuro dei nostri fili. Costruiamo per l'Europa dei popoli.

Allora, senza paura, in Europa come a casa nostra, continuiamo questa battaglia, perché ovunque i popoli si stanno risvegliando e perché la storia sempre finisce per dare ragione a cui non si arrende mai. Viva l'Italia! Viva Salvini! Viva la Lega! E vive la France!

« Nous nous préparons à dire : ciao Macron » ! - Discours de Jordan Bardella à Milan — Jordan Bardella · Pourquijevote